martedì 24 febbraio 2015

Christiania


E' il 1971 quando un gruppo di giovani ribelli decide di installarsi in una caserma in disuso di Copenhagen e di lì a qualche mese dichiara lo Stato Libero di Christiania, che ha un suo statuto e regole autonome che contemplano anche  la libera  vendita di droghe leggere. 


 Nonostante la disapprovazione di tanti  l'esperimento sociale viene accettato dai cittadini, anche in considerazione del fatto che gli abitanti  si dimostrano in parecchie occasioni   generosi e altruisti offrendo, per esempio, pasti caldi e un riparo ai senzatetto. Alla fine del decennio  il consumo di eroina all'interno della colonia genera parecchi problemi che però  gli abitanti affrontano con decisione,  col risultato che da allora le droghe pesanti sono completamente bandite da Christiania.


Oggi gli abitanti di questa bizzarra comunità  sono circa novecento, una parte dei quali lavora in città mentre gli altri si occupano di mandare avanti  caffè ristoranti  e botteghe  i cui proventi servono anche a  pagare luce, acqua e  tasse comunali. 


Ogni membro  paga un affitto mensile e dato che il comune non rilascia autorizzazioni edilizie  all'interno dell'area,  nuovi inquilini possono subentrare solo nel caso   qualcuno decida di cambiare casa o  passi a miglior vita. Chi intende trasferirsi deve consultare la bacheca degli annunci  e nel caso presentare regolare richiesta.




































Con tutto questo, Christiania non è il  paradiso terrestre che uno si aspetterebbe.  I murales colorati  non riescono a nascondere  il degrado degli edifici. Bottiglie di birra  tra i cespugli e pochi ubriachi  con lo sguardo perso nel vuoto non danno l'impressione di essere  in un posto pericoloso ma sono sufficienti per smorzare di parecchio  il buonumore.






e la  lunga fila di baracche e  bancarelle zeppe di paccottiglia a buon mercato  sembra messa  apposta per richiamare i  turisti,  ma gli abitanti mostrano in maniera abbastanza palese   di non apprezzarne la presenza.

 



Qualche mattacchione si fà  fotografare nelle vesti del Pusher of the day


ma l'atmosfera allegra e rilassata da figli dei fiori che forse  scioccamente avevamo creduto di ritrovare  ci è sembrata molto ma molto  lontana.


9 commenti:

Nela San ha detto...

Interessante questo post, anche perché mi era parso di capire che non gradivano nemmeno le foto e qui invece leggo e vedo cose che non conoscevo.
Un'altra bella puntata su Copenhagen!

Dede Leoncedis ha detto...

Nela San è vero che non gradiscono le foto. Me le hanno lasciate fare perchè ho sempre chiesto il permesso a chi mi era intorno facendo vedere bene che non riprendevo persone ma soltanto gli edifici. E' stata comunque una visita strana e imbarazzante che non credo avrò voglia di ripetere

Grazia ha detto...

A me Christianua ha messo addosso una gran tristezza: come guardare relitti di un naufragio.

Dede Leoncedis ha detto...

tristezza è proprio la parola giusta, Grazia

isolina ha detto...

A me pure, tristezza perchè altra dimostrazione che tutto passa e speaso non lascia buone tracce

Gracie ha detto...

Non ero nemmeno a conoscenza di questo posto e quando ho visitato Copenaghen nel lontano 2005 non se ne faceva neppure menzione nella mia guida....mi par di capire che non ho perso granchè...

Mimmo Modarelli ha detto...

Che delusione per noi che fummo giovani in quegli anni. Non ricordo perché le diedero quel nome, cosa centrava?

Dede Leoncedis ha detto...

Mimmo il nome deriva dal fatto che il quartiere si trova nel distretto di Christianshavn.
Gracie confermo, ti sei evitata una piccola delusione
Isa si, tutto finisce, soprattutto le illusioni

keypaxx ha detto...

Complimenti per questo album fotografico e per le informazioni preziose, su un mondo, geograficamente distante, eppure molto vicino a noi.
Un sorriso per un sereno fine settimana.
^___^

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