sabato 4 giugno 2011

Di sindaci, di donne e del nuovo direttore del New York Times

C'è una cosa su cui prima delle elezioni avrei scommesso la camicia, ed è un peccato che non lo abbia fatto davvero perché avrei di sicuro vinto: avrei giurato che chiunque fosse stato il sindaco  eletto,  per prima cosa avrebbe sparato   una banalità grossa come una casa:  la mia giunta sarà costituita per metà da donne.  Chiariamo:    non credo di essere antifemminista, per carità, però la storia delle  quote rosa mi  ha  sempre fatto venire l'orticaria, e  l'idea che si possa affidare   un qualsiasi incarico ad una persona soltanto  in base al fatto  che è nato donna, o uomo,   mi sembra  una  asinata che non sta nè in cielo nè in terra.  Uno nasce genio e un altro nasce balengo, a prescindere dall'apparato genitale che gli ha dato madre natura.
O no?
Ma non confondiamo le carte: mi lusinga  l'idea che una giunta possa essere  casualmente composta per la metà da donne, o  tutta di  donne.  Ma che siano intelligenti, competenti e  professionalmente preparate,  non certo le  oche arroganti che a decine oggi  ci affliggono.
Intelligente competente e professionale  certamente è  Jill Abramsom,  prima donna in centosessant'anni ad essere nominata direttore del New York Timesche  è arrivata fin dove è arrivata  non perchè è una donna ma perchè è una persona che sa fare bene  il suo mestiere. Punto.
Ma dal momento  che in materia di  banalità anche gli americani non si fanno mancare nulla,  uguali uguali ai nostri neo sindaci, Al Hunt, direttore di Bloomberg ha detto   che   ha più attributi lei dei giocatori di una squadra di baseball.  E magari è perfino  convinto di averle fatto un complimento.
















9 commenti:

Carla ha detto...

Pienamente d'accordo!

Puddin ha detto...

In casa nostra era IL giornale della Domenica....e non solo perche pesava un quintale e era piena di roba incredibile come THE BOOK SECTION che era MIAMIAMIAMIAMIA...dove ho potuto affilare la mia abitudine di leggere guardando le loro scelte.
Una pagina alla volta le donne stanno arrivando....per merito è meglio. Importante che finalmente i posti al maschili sembrano diventare più accessibili!!! P

Nela San ha detto...

Certo che in fatto di commento becero quello di Hunt è molto simile a ciò che avrebbe detto un italiano. Magari al posto del baseball, il calcio, ma il risultato non cambia. Passiamo a qualcosa di più positivo, visto che non posso felicitarmi con neo-direttore, mi complimento invece per le foto del NYT...
Bye&besos

Duck ha detto...

Sottoscrivo ogni singola parola del tuo post. Sarebbe ora che qualcuno spiegasse a certi signori che "avere gli attributi" non è assolutamente una virtù, non per tutti quanto meno e soprattutto non per una donna. Che pazienza che ci vuole!
Saluti!

giacy.nta ha detto...

Reductio ad unum ( a proposito degli attributi ).
Buona giornata!

Gracie ha detto...

Le banalità e la stupidità non hanno sesso......

dona ha detto...

Ti voglio bene, Dede! Sono anni che dico a chi mi sta intorno che le donne non devono essere trattate come una specie protetta, ma considerate in base al loro valore, esattamente come gli uomini. Finalmente qualcun altra che la pensa nello stesso modo. :) Baci.

Mav ha detto...

Io invece non sono d'accordo, o meglio, lo sono sul principio generale del valorizzare le competenze a prescindere dal sesso. Succede in wonderland, in Italia no. Anni di lavoro e di osservazione sul campo mi hanno convinto della necessità assoluta di inserire le quote rosa, pro tempore ovviamente, per scardinare un certo tipo di metalità e di pregiudizio che pesa terribilmente ancor oggi (da parte degli uomini ma anche delle poche donne "arrivate"). Finché non ci sarà una massa critica femminile nelle posizioni di vertice le cose non potranno cambiare.

dede ha detto...

sono pienamente d'accordo sulla necessità di scardinare pregiudizi consolidati ma sulle quote rosa resto grandemente perplessa. certamente non è un problema di facile soluzione, e per di più negli ultimi anni abbiamo fatto notevoli passi indietro

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