lunedì 14 marzo 2011

I Vespri Siciliani

Con un allestimento dei Vespri Siciliani per la regia di Maria Callas,  nel 1973  Torino   sanciva    la rinascita del Teatro Regio dopo il disastroso incendio degli anni trenta.
Mi piace  che oggi, per la celebrazione dei centocinquant'anni dell'Italia unita, il Teatro Regio abbia scelto di portare nuovamente  in scena l'opera di Verdi, stavolta con la regia di Davide Livermore e la direzione di Gianandrea Noseda. 
Una riflessione ... sull’Italia di oggi  quella del regista,  che riporto pari pari perché  mi  sembra  del tutto  condivisibile

....... focalizzare l’attenzione sul rapporto dell’opera con la Storia e sviluppare un confronto, un dibattito, una riflessione su come la messa in scena possa tradurre ai nostri occhi contemporanei vicende e situazioni concepite per altre epoche........
 Davide Livermore che firma la regia del nuovo allestimento, così spiega il suo punto di partenza: «nei Vespri, Verdi ci racconta la Sicilia del Duecento, ma pensa all’Italia dell’Ottocento, anzi di più. Pensa all’Italia di ieri, di oggi e forse anche di domani… Credo che sia il momento di raccogliere la sfida: Verdi riflette sul nostro Paese, sull’Unità, sulla necessità di fare gli italiani dopo aver fatto l’Italia. La sua non è una celebrazione, ma una riflessione. E quindi va portata nel nostro tempo, perché è al nostro tempo che parla».



Nell'allestimento del Regio la  piazza di Palermo diventa uno scenario cupamente attuale, dominato da due maxischermi che trasmettono in diretta le immagini della rivolta, e la bara  di Federigo d'Austria avvolta nel tricolore evoca molto significativamente un'altra bara, simbolo di una violenza diversa ma altrettanto drammatica e pericolosa, e  destinata a  produrre  nient'altro che squallore e degrado








La storia si dipana  sotto lo sguardo implacabile  di una televisione vorace e oscena,   capace di trasformare  ogni cosa in  un unico imbarazzante reality show 
  
.....Nella lettura di Livermore l’invasore che priva dell’unità e dell’identità nazionale non è lo straniero, ma il sistema dei media, la cattiva informazione; «le armi di “distrazione di massa” servono a realizzare quello che Pasolini aveva capito con una forza profetica, in enorme anticipo sui tempi: il fascismo culturale… la perdita dell’identità che lui temeva si sta verificando in maniera totale. Siamo invasi dalla menzogna, manipolati dalla comunicazione».......








Tricolori sventolanti e inno di Mameli sono stati  responsabili di parecchie furtive soffiate di naso tra il pubblico (e di una modesta  riflessione della sottoscritta: Se  il Teatro Regio aspirava a   contributi economici da parte del governatore della Regione, dopo questi Vespri  ci può tranquillamente mettere una pietra sopra) .  
Diretta alla presenza del Presidente Napolitano  venerdi 18 marzo su Radiotre e su RaiStoria. Da non perdere. 



4 commenti:

Pol ha detto...

i tuoi post sono sempre splendidi, Dede... grazie!

dede ha detto...

grazie a te Pol, tira una brutta aria ed è confortante sapere che c'è qualcun altro su questa zattera che sta andando alla deriva.

Gracie ha detto...

Grazie per la dritta sulla diretta tv. Sembra un'allestimento interessante, non è una delle mie opere preferite ma.....

antonietta ha detto...

wow!che bella occasione hai avuto!

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