venerdì 25 giugno 2010

New York Menu - quarta puntata

Ci sono due cose su cui modestamente mi picco di avere una discreta cultura:  telefilm polizieschi e  commedie sofisticate americane degli anni d'oro.   Di poliziotti in divisa appoggiati ad un'auto con la scritta NYPD di fianco all'omino  che vende  hot dogs ne vedo   almeno uno a serata  da decenni, e vedo anche almeno una volta al giorno avvocati e magistrati discutere  casi  difficilissimi e fare accordi sottobanco addentando hamburgers presi al chioschetto. Le uniche varianti riguardano la cipolla: c'è che la vuole e chi no. 
  

Nelle  commedie sofisticate il ventaglio di opzioni è  più ampio:  
1) lui e lei  scambiano un brillante battibecco  davanti al chiosco a cui stanno per ordinare il pranzo e in tre secondi sappiamo tutti  che prima della fine del film convoleranno a giuste nozze e vivranno per sempre felici e contenti, due cuori e  un attico in Park Avenue.
2) Lui  invita lei a cena, lei arriva   agghindata  come la madonna di Oropa, lui arraffa  panini e coca cola al chiosco vicino e la porta a cenare sulla panchina di un parco. Lei dopo un momento di smarrimento capisce di aver finalmente trovato l'uomo della sua vita e noi capiamo che prima della fine del film i due convoleranno a giuste nozze e vivranno per sempre felici e contenti in una brownstone  di mille metri quadri nel cuore del Greenwich Village
3)  Lui e lei ......
Per farla breve: chiosco, attori e quartiere sono variabili praticamente  infinite ma il risultato è sempre lo stesso: i due protagonisti dopo alterne vicissitudini e robuste dosi di street food  convolano a giuste nozze e vanno a vivere in case da favola.


E' per questo che, dopo tre puntate dedicate ai ristoranti, come dire, stanziali, mi sembra doveroso dedicare la quarta ai mille ristoranti mobili  disseminati un po' in tutti i quartieri della città e  con una  miriade di clienti  che per niente al mondo rinuncerebbero al loro pranzo open air. 

 


Vi raccomando  questa esperienza,  anche se a New York ci state pochi giorni e avete una lunga  lista di ristoranti da sperimentare: ricordate che se non provate  almeno una volta  uno di questi meravigliosi  pretzeln non potrete dire di aver  conosciuto il sapore autentico di New York




4 commenti:

la belle auberge ha detto...

o sì, i monumentali pretzel (un pezzo basta a sfamare una famiglia) non si possono lasciare sul carretto!
un abbraccio
eu

Gracie ha detto...

Hai proprio ragione Dede, di scene così se ne vedono ogni volta che si accende la tv, vista la miriade di prodotti americani che ci bombardano ogni giorno....e sembra quasi di essere a casa....e visto che il mio standard di pranzo in viaggio assomiglia tanto a questo, stai sicura che se mai mi capiterà di passare da quelle parti seguirò senz'altro il tuo consiglio!

ivana ha detto...

Ciao!!!
Bene...i gialli, lunghi o corti, mi hanno sempre intrigato...ultimamente ne vedo due di seguito...ma mi addormento e non conosco mai il finale!
Tutto il mondo è paese...cibo da strada, come le brustoline, le mistocchine, gnocco fritto, erbazzone...anch'io mi ci butto, anche se con un po' di riserva...
Grazie delle escursioni toste che fai!!!
Buona fine di settimana!

astrofiammante ha detto...

promesso ...un pretzel è sicuramente già prenotato ;-))

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