lunedì 31 agosto 2009

VITRA

C'è qualcosa per cui fareste follie? Secondo Sex and the City in cima alla lista dei desideri proibiti delle donne ci sarebbero i sandali di Manolo Blahnik. Sarà vero non dico di no, anche se secondo me pagare una fortuna per sbriciolarsi le rotule sul primo marciapiede è una pura asinata. Con questo non intendo asserire di essere più saggia o più furba di altri, per carità, dico soltanto che la mia aspirazione a finire sul lastrico segue altri percorsi, tutto qui, e una delle scorciatoie più efficaci per raggiungere in fretta lo scopo, ad esempio, può essere lo shopping di prodotti Vitra.
Non credo ce ne sia bisogno, ma per quei due o tre che non l'avessero mai sentita nominare, dirò che Vitra è una azienda svizzera che produce mobili poltrone e oggetti di design che, oltre ad essere parecchio belli sono anche parecchio costosi o del tutto inaccessibili.
Credo sia questa la ragione principale per cui, nonostante la sconfinata ammirazione per Vitra, la griffe dominante in casa mia è Ikea.
Questo è il VITRA DESIGN MUSEUM, progettato da Frank Gehry, si trova a Weil am Rhein, dalle parti di Basilea. E' stato fotografato nel 2000 ma immagino che anche dopo nove anni sia rimasto più o meno uguale
Quello che segue invece è la (Lo. Lo o la? boh) show room nel Meatpacking District di Manhattan.
Ho persino ritrovato dopo tanti anni UTENSILO, che all'epoca avevo invano sperato di ricevere in regalo. Ero quasi lì lì per comperarmelo poi ho capito che non era una buona idea.
Sogno era stato e sogno doveva restare.

4 commenti:

Rita & Mimmo ha detto...

Ma dai la Kartell facevo o fa qualcosa di simile ad un prezzo decisamente più accessibile, e se non lo fa più, quelli che ci sono hanno anche più valore. Nulla mai mi convincerà che un pezzo di plastica stampata da una anonima pressa, in una serie potenzialmente infinita, possa costare quasi lo stipendio di un operaio in cassa integrazione. L'unica limitazione alla invasione di tutte le case da parte di un simile oggetto è solo e soltanto il prezzo, fosse una produzione in serie limitata nel numero o nel tempo potrei, forse, capirlo. Non può essere il prezzo la discriminante.

dede ha detto...

Verissmo Mimmo, Utensilo era proprio una produzione Kartell e costava ventimila lire che erano sì tante, ma non poi tantissime. Agli inizi degli anni settanta il design era ancora una cosa abbordabile che anche la gente giovane e con pochi soldi poteva permettersi, sono proprio cambiati i tempi.

Gracie ha detto...

Le sedie che mostri farebbero la felicità di mia figlia (diplomata al licel d'arte in architettura e design) ma io non riesco ad apprezzare la modernità. La mia sete d'arte moderna al massimo arriva ad Andy Warhol.
P.S. concordo sugli "stiletto" di Blahnik (o Jimmy Chow o Christian Louboutin se è per questo)

Anonimo ha detto...

imparato molto

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