giovedì 2 aprile 2009

Bambole

Sono nata troppo in anticipo per giocare con la Barbie ma non mi sembra di averne risentito, di bambole me ne hanno regalate ugualmente a bizzeffe, come a tutte le bambine, anche se non me ne ricordo nessuna in particolare come la bambola del cuore e nemmeno conservo grandi ricordi dei giochi che ci facevo. L'unica cosa che ricordo chiaramente anche se non raggiungevo nemmeno l'età dell'asilo, è che amavo spingere loro gli occhi nelle orbite, e lo facevo istantaneamente, al momento del regalo. Fulminea: indice e medio aperti a V, con un unico gesto che i miei invano avevano tentato di prevenire fino a che, rassegnati, si limitavano a rimetterli al loro posto con un fil di ferro piegato a uncino. Non doveva essere un'operazione semplice, credo, perchè le mie bambole erano tutte mediamente strabiche. Forse è per quello che ho rimosso, non saprei. O forse lo strabismo non c'entra, e io non me le ricordo per la semplice ragione che non ci ho mai giocato granchè e ho sempre preferito di gran lunga le bambole di carta da ritagliare. Venivano vendute in forma di grosse cartolone colorate composte da una bambola in maglietta e mutandine attorniata da una serie di vestitini, ciascuno dotato di una propaggine che serviva ad assicurare la tenuta del vestito alla sua destinataria. Ce n'erano di due tipi: da trenta e da cinquanta lire. Quelle da cinquanta potevano contare su un corredo molto più completo che arrivava a comprendere anche borsette cappellini e talvolta addirittura altri gadgets come cartelle giocattoli e cagnolini. Quelle da trenta lire erano più spartane: quattro vestitini e stop. Mia nonna mi comprava sempre quelle da trenta lire, mia mamma quelle da cinquanta ma era più difficile che lei capitasse dalle parti delle Mercerie Sorelle Marchetti, perciò le bambole da cinquanta lire sono rimaste quasi tutte nel mondo dei desideri irrealizzati. La cosa più divertente era disegnare i vestiti, si contornava con la matita la sagoma della bambola e bastavano tre pastelli colorati per passare da un gran ballo ad una vacanza al mare ad una festa mascherata. Ci voleva immaginazione, certamente, e non c'è mica bisogno di essere psicologi per capire che è proprio per quello che era tanto divertente. Un po' come andare a teatro, che a me è sempre sembrato di gran lunga più interessante del cinema nonostante tutti gli effetti speciali di questo mondo. Non gioco con le bambole da un bel pezzo e la storia dell'ascoltare il bambino che c'è in noi mi puzza sempre un poco di alibi per aggirare le responsabilità, però quando mi capita di incappare in una bambola di carta su una bancarella non posso tirar dritto e far finta di niente, me la devo comprare. Con la segreta speranza di trovare un giorno o l'altro una di quelle bambole da cinquanta lire. Aggiungi immagine

10 commenti:

Artemisia Comina ha detto...

io ho passato le ore a disegnare bambole di carta con i loro vestiti, e temo di averne ancora da qualche parte....

PS: se vuoi chiedo ad Artè di disegnartene una ;)

antonietta ha detto...

io le ho conosciute tramite la rivista FAamiglia Cristiana e ci ho giocato tanto, ma prefrivo il pallone e le pistole i fumetti ,essendo figlia unica circondata da cugini maschi

robertopotito ha detto...

ricordo mia sorella che ritagliava proprio queste sagome da famiglia cristiana
un altro ricordo che riaffiora!!!
bacioni

niki ha detto...

Che belle che erano le bambole di carta! Le adoravo! Anche se avevo le Barbie. Comunque, facevo vestiti per tutte, Barbie e bambole di carta!

Mav ha detto...

La partecipazione per la nascita della mia seconda figlia era un cartoncino con su bambolina e vestitini da ritagliare... quando torno te ne mando una!

dede ha detto...

allora non sono la sola impallinata! la cosa mi fa molto piacere. e grazie ad Artemisia e a Mav, non vedo l'ora!

nishanga ha detto...

http://www.nishanga.it/gigli.htm#modabambole

Bhe..scambiamoci le biografie e facciamola finita!!
Abbracci

dede ha detto...

nishanga!!!! è incredibile

marinella ha detto...

Che belle, piacevano tanto anche a me, le trovavo affascinanti.

dona ha detto...

Io le ho ritrovate e postate sul mio blog per un puro caso di serendipity.
Le mie non avevano i vestiti da colorare, ma li avevano già pronti e stampati, bastava ritagliarli.
(Così mi dò le arie di essere più giovane :))
Incredibilmente il post è saldamente piazzato fra quelli più cliccati di sempre: un altro segno che non siamo sole...

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