mercoledì 1 ottobre 2008

Ancora a proposito di musica

Ognuno ha le sue debolezze, come negarlo. Io temo di averne qualcuna in più della media, e una di queste è la musica. A me la musica piace in una maniera esagerata. Mi piace ascoltare i miei dischi da sola e col volume al massimo, mi piace duettare in auto con i miei cantanti preferiti, mi piace addirittura la musica di sottofondo del supermercato. Ma il massimo dei massimi è la musica dal vivo. Sono una discreta frequentatrice di concerti, questo va da sè, ma corro anche dietro ad ogni manifestazione, fiera o sagra paesana al solo sospetto che sia condita con la musica, e vado letteralmente in brodo di giuggiole quando trovo per caso sulla mia strada musicisti in carne e ossa. Dimentico tutto ciò che mi sta intorno e, anche se faccio appello a tutta la mia educazione per continuare a conversare con chi era con me, mi capita quasi sempre di accorgermi - troppo tardi - di aver mollato la compagnia per filare di corsa verso il mio pifferaio di Hamelin. E mi dispiace tantissimo quando mi rendo conto che un sacco di gente si fa un emerito baffo della musica. No, diciamo meglio: io capisco che a tante persone la musica non dice niente, ma per la miseria, non mi capacito che uno paghi il biglietto, si sieda in poltrona, e poi pretenda di continuare a chiaccherare col vicino e ostenti pure fastidio se gli chiedi per piacere di parlare a bassa voce. Non mi capacito di vedere il pubblico schizzare via senza nemmeno un accenno di applauso manco stesse per saltare in aria il teatro, non mi capacito che ci sia chi si permette di trattare i musicisti nei locali alla stregua di accattoni che chiedono l'elemosina. Ma questa è maleducazione pura e semplice, che non ha niente a che vedere con l'amore per la musica

2 commenti:

francesca ha detto...

Io amo la musica e adoro cantare, sempre e ovunque, e batto sempre il piede per terra, al ritmo di ogni cosa, e mi piacciono gli strumenti, da toccare e accarezzare, purtroppo ho studiato poco piano e poi ho lasciato, non me ne pentirò mai abbastanza. E poi ho cantato per tanti anni, ma ora le mie corde vocali non me lo permettono più, solo in macchina, nella doccia e ai concerti!
Come ti capisco, però di gente a cui la musica non dice proprio nulla non ne conosco, per fortuna!

dede ha detto...

anche io non mi pentirò mai abbastanza di aver piantato lì col pianoforte. Che enorme asinata

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