martedì 1 luglio 2008

Send a salami to your boy in army

205 East Houston Street (si pronuncia Hauston, mi raccomando, ma non chiedetemene il perchè), all'angolo con Ludlow si trova uno dei locali più famosi di Manhattan: Katz's Delicatessen. Non è un posto elegante, è un locale molto abbordabile in cui vengono serviti enormi paninoni imbottiti oltre ogni umana misura, spalmati di senape e contornati da cetrioli sottaceto. Ristorante di tradizione ebraica, si è autonominato il re del pastrami, che è un tipo di carne salata conservata che tutti mi dicono deliziosa. Non posso pronunciarmi in merito, a me non è ancora riuscito di assaggiarlo: anche questa volta, era troppo presto per pranzare e troppo tardi per il breakfast. Da Katz si può organizzare un Bar Mitzvah a regola d'arte, ma vanno forte anche le torte da matrimonio, o potete far spedire un salame al vostro caro sotto le armi. Se non siete comodi ad arrivare fino in Houston street, tranquilli: accettano anche ordini online. Questa faccenda mi ha un po' scossa, a dire la verità. Non è stato facile, per me che vengo dall'Europa e vedo le cose da una prospettiva diversa, rendermi conto che negli USA avere in famiglia un soldato al fronte è un fatto tutto sommato ordinario, talmente ordinario da potergli spedire in regalo un salame come se niente fosse. Bah, meglio non avventurarmi in discorsi fuori luogo. In ogni caso, l'unico commento che mi sento di fare al proposito è che sarebbe grandemente auspicabile che il servizio offerto da Katz debba essere archiviato al più presto. Ma torniamo a parlare di ristoranti. Di sicuro la ragione principale per cui Katz's Deli se lo ricordano proprio tutti, anche quelli che non lo hanno mai nemmeno sentito nominare, è la scena strafamosa in cui Meg Ryan/Sally mima a beneficio di Billy Cristal/Harry un dettagliato finto orgasmo. Se lo ricordano tutti, ma a scanso di ogni dubbio hanno piazzato un bel cartello celebrativo sopra il tavolo, metti mai che qualche distratto se ne fosse dimenticato.

6 commenti:

comidademama ha detto...

eh, la scena di Harry ti presento Sally da Kat's è un classico, ma non sono riuscita ad andarci mai nelle cinque gitarelle a NYC, pace.

OT Vai a vedere la mostra curata dal Poli “OSCAR NIEMEYER CENTO ANNI”
Bastioni delle porte palatine c.so Regina Margherita 109/111 Torino

la mia amica paola picco che cura il blog della Burgo (bellissimo, fa delle foto belle, ora è tornata da Duesseldorf per una loro fiera di settore e ha pubblicato delle foto di architettura deol media harbour) me ha scritto sul suo ultimo post http://www.burgogroup.com/goblog/

dede ha detto...

Elena, non sarà mica l'ultima volta che vai a New York e Katz è sempre lì, ti saprà aspettare.
La mostra la andremo a vedere quanto prima, è già in programma, e grazie per la segnalazione del blog, me lo guardo molto volentieri

ivana ha detto...

Grazie anche da me per il sito!

Dede...:D , mi fa specie la tua parentesi sulla pronuncia di Houston...a me sembra la più naturale _Haus...
Va be' il mio inglese è vecchio da dopoguerra..ed era una mosca bianca al confronto dell'imperante francese!!!

ciau!!

dede ha detto...

hai senz'altro ragione tu, Ivana, ma io sono stata sviata dalla pronuncia della Houston degli astronauti: "Hiùston abbiamo un problema" ricordi?

tota fab ha detto...

allora...a cosa serve venire sempre in america se non impari niente??? da quando in america c'è bisogno di stare dento un certo orario per abbuffarsi? cosa vuol dire era troppo tardi per breakfast e presto per pranzo? quell'ora lì non esiste nemmeno nelle favole. Ogni ora è buona per inglobarsi un ettolitro di milk shake alla fragola e sciroppo di petrolio e un panozzo di pastrami grande come la tua testa.

dede ha detto...

tota fab, ne parlerò con il mio stomaco: è lui che non ha ancora accettato di americanizzarsi del tutto

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