giovedì 10 luglio 2008

Grand Central Terminal

Costruita nel 1913 per volere del magnate delle ferrovie Cornelius Vanderbilt, Grand Central Terminal è realizzata con un telaio in ferro rivestito da un abito in stile Beaux Arts. Dagli inizi del secolo scorso ad oggi ha perso forse gran parte dell' importanza che aveva come nodo ferroviario, ma anche ai tempi nostri sa come sfoderare il suo appeal e catturare l'attenzione del visitatore. Si trova all'incrocio tra Park Avenue e la leggendaria 42 °, la strada dei teatri. E' una costruzione grandissima, con un atrio lungo quasi centocinquanta metri e alto quarantacinque, dalla volta a botte decorata come un enorme cielo stellato. Non è solo una stazione, per quanto lussuosa e blasonata: Grand Central è un monumento, una vera e propria attrazione che la gente va appositamente a visitare, un po' per i suoi cinquanta negozi, un po' per i suoi più di venti ristoranti, uno dei quali è il super famoso Grand Central Oyster Bar. Se siete affezionati al mito di questo locale celebrato, statene alla larga e vi risparmierete una delusione. Contrabbandato come il ristorante di pesce migliore della città, nella realtà è un salone affollato e chiassoso, con tavoli piccoli apparecchiati con orribili tovaglie a quadretti rossi per accaparrarsi le quali occorrono code interminabili. Il tutto per ottenere un piatto sciapo e insapore servito da camerieri distratti e approssimativi. Lasciate perdere l'Oyster Bar, datemi retta, e fatevi invece un bel giretto nella stazione, tra i corridoi di marmo e le salette di attesa dalle poltrone in pelle. E ringraziate Jaqueline Kennedy perchè se non ci fosse stata lei a combattere insieme ad altri appassionati e facoltosi newyorkesi, tutto questo po' po' di splendore sarebbe andato distrutto per far posto ad un ennesimo grattacielo per uffici.

3 commenti:

papavero di campo ha detto...

è splendida e quanti films vi hanno ambientato!

dede ha detto...

Infatti, papavero, infatti. Il Cary Grant di Intrigo Internazionale: di questo volevo ritrovare le tracce

Artemisia Comina ha detto...

magnifico giro, dede.

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