lunedì 29 ottobre 2007

Di una valorosa troupe partita da Torino per immortalare le gesta della maratoneta e di una maratoneta rimasta senza fotografie

















bisogna ammettere che siamo stati proprio faciloni a credere che la maratona a Venezia non fosse tanto diversa da una maratona in qualsiasi altra città. E invece è proprio tutto un altro paio di maniche. Per cominciare, si svolge praticamente tutta fuori Venezia, lungo la riviera del Brenta. Solo gli ultimi chilometri passano in in città. Sembra una cosa da niente, basta prendere la macchina oppure usare i mezzi pubblici, no? E invece no, i mezzi pubblici durante la corsa non circolano e le strade vengono chiuse al traffico. Così il sabato, tutti riuniti al tavolino di un caffè, si elabora una geniale strategia per arrivare alla partenza a Stra in tempo per filmare Erika.
Sveglia alle sei meno un quarto, alle sei vaporetto, poi bus fino al parcheggio, da lì si vola alla partenza, si filma e si ritorna veloci come la luce verso l'arrivo, per immortalare in prima fila e tutta tranquillità le ultime falcate della nostra eroina. Si si si semmmmmmmmmmmmmbra facile, diceva l'omino della pubblicità della moka.
L'indomani sveglia e vaporetto secondo le previsioni, poi i primi contrattempi. Passa un buon tre quarti d'ora prima che il bus decida di partire, e nel frattempo le strade vengono chiuse. Il bus ci lascia su un viale deserto e privo di cartelli, chiediamo lumi ai passanti ma ci dobbiamo arrendere: alle sette della domenica mattina a Mestre transitano soltanto stranieri. Alla fine misericordiosamente qualcuno ci dà la dritta giusta e finalmente raggiungiamo l'auto. Ci mettiamo in marcia ma veniamo subito fermati dai vigili. Spiacenti, ma di qui non si passa, potete provare con l'autostrada e poi stradine alternative, ma è un percorso tortuoso, vi perdete di sicuro. e poi è lungo, è troppo tardi, date retta: lasciate perdere. Decidiamo di provare lo stesso, hai visto mai. Per fortuna NON ci perdiamo, addirittura arriviamo un po' prima della partenza. Peccato che tra noi e gli atleti ci sia di mezzo il Brenta senza uno straccio di ponte per chilometri. Li vediamo lì a un passo e non possiamo raggiungerli, che nervoso. Va bè, filmiamo al di qua dell'acqua, speriamo che santo zoom ci dia una mano. Ci scappa anche qualche foto, non male per essere così distanti. Colpo di pistola, partiti. è sempre emozionante vedere il lungo serpentone che si dipana, sono ottomila persone mica bruscolini. Sedicimila gambe che corrono tutte insieme. Che bello.
la strada verso Venezia viaggia parallela al percorso di gara, andiamo di pari passo con gli atleti e li fotografiamo in un paio di passaggi. Poi loro continuano a correre mentre noi restiamo intrappolati tra strade chiuse e divieti di passaggio. E le lancette dell'orologio avanzano. Qualche giro vizioso, si deve tornare indietro. No, si va avanti. Il ponte è chiuso. No, è aperto. E' aperto, ma solo metà e bisogna aspettare che sia passata la carovana. E le lancette avanzano. Non possiamo andare avanti e non possiamo tornare indietro. Scommettiamo che perdiamo anche il treno per casa. Finalmente dopo minuti che sembrano secoli ci muoviamo, a passo di lumaca ma meglio che niente. Piazzale Roma. Il vaporetto! Telefonate di amici e amiche chiedono notizie dell'atleta. Già, chi lo sa, speriamo sia ancora in gara. Finalmente i Giardini, l'ARRIVO. Tutto transennato, e il passaggio è vietato ai turisti. ormai rassegnati, fotografiamo un po' di colore locale, gente che va e gente che viene. Tanta gente. Tranne Erika, che riappare quando noi stiamo già correndo a prendere il treno per Torino.


La nostra prode eroina all'arrivo della maratona.
Di Torino

4 commenti:

eugenia ha detto...

quel cagnetto in paletot lilla è Cannella?
bellissime foto, Dede, MOLTO VALIDE!!!

dede ha detto...

Eguenia il cagnetto in lilla si chiama Rex, Cannella è molto più voluminosa ed è rimasta a casa. Ti tingrazio per l'apprezzamento sulle foto, anche a me sembra un bel travajot

Artemisia Comina ha detto...

io lo so in che bar siete: paolin, in campo san stefano!

erika ha detto...

leggo solo ora, e mi sono emozionata.
che bello che tu ci sia sempre.
la prossima sarà piu' facile, molto piu' semplice e, senza treni da prendere, ripartirete il lunedi o la sera, direttamente in macchina.
in tanto mi alleno eh?!

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