giovedì 30 novembre 2017

Della Sicurezza Stradale. In Senegal.

Leggo dal sito della Polizia di Stato (Italiana)

 "Per alzare il livello di sicurezza sulle strade ci vuole un cambiamento culturale, costruito anche attraverso un linguaggio adeguato soprattutto se i destinatari della comunicazione sono i giovani. Attraverso le proprie campagne di sicurezza sulle strade, la Polizia Stradale si impegna ogni giorno nelle scuole ed in altri eventi rivolti ai giovani perché si diffonda la consapevolezza dei rischi e in modo che la sicurezza diventi uno stile di vita.
Per la tutela della sicurezza stradale la Polizia Stradale ha sviluppato una rete di collaborazioni con istituzioni, enti, associazioni e privati."

A giudicare di come si viaggia sulle strade in Senegal, di lodevoli campagne in collaborazione con istituzioni e associazioni non hanno mai, ma proprio mai nemmeno sentito parlare.  






Il traffico in città  è caotico come in qualsiasi metropoli, fatto di taxi gialli come quelli di New York anche se un po' più malmessi,














Suv grossi come un autobus, automobili di Barbie













e vecchie carrette sgangherate che stanno insieme per miracolo



























furgoni bianchi ben tenuti e un numero infinito di car rapide


tutti col loro bravo bigliettaio (o forse controllore o chissàcosa)  appeso alla porta, che fa salire e scendere i passeggeri e strilla il nome della prossima fermata. Quando il bus non straripa di gente, tra una fermata e l'altra il bigliettaio (o controllore o chissàcosa) si siede nel posto libero e  accavalla le gambe lasciando un piede alla mercè della  porta che sballonzola e   rischiando  allegramente  l'amputazione ad ogni curva.



Per le lunghe distanze, quando si trasportano valige bagagli e magari anche qualche gallina e una capra,   qualcuno viaggia sul tetto  per tenere tutto sotto controllo   























Secondo la figlia emigrante il fatto che nonostante ciò  i morti per incidente stradale siano tutto sommato pochi è una prova inconfutabile che  Dio esiste, e secondo me  ha pure un sacco da fare. 

3 commenti:

Nela San ha detto...

Concordo: Dio è senza dubbio più indaffarato del bigliettaio
PS anche come traffico, mi ricorda molto l'India, anche se non mi è parso di vedere tuk-tuk

Dede Leoncedis ha detto...

tra Senegal e India ci devono essere effettivamente moltecose in comune però di tuk tuk a Dakar non credo ce ne siano

Gracie ha detto...

Che bello tornare a leggere dei tuoi viaggi e delle tue riflessioni si di essi.....è sempre un piacere!
Aprofitto dell'occasione per augurarti Buone feste!

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