mercoledì 28 ottobre 2009

Jefferson Market Library, per accennare di biblioteche, di giardini, di prigioni, di movimenti civili e perfino di Angela Davis






Ho preso un granchio. La prima volta che ci sono passata davanti l'ho scambiata  per una chiesa.






Mi ci sono voluti  un po' di passeggiate e un minimo di attenzione per capire che quello che avevo scambiato per il campanile dell'edificio neogotico  in mattoni rossi e pietra all'incrocio tra la 6tth Ave e la  10 strada  in pieno Greenwich Village non era in realtà altro che  una torre con un orologio su ogni lato.
Non chiesa dunque, ma   Jefferson Market Library, una  succursale della New York Public Library





L'edificio, costruito tra il 1874 e il  1877 da Frederick Clarke Whiters e Calvert Vaux, uno dei papà di Central Park,  ha avuto una vita abbastanza  travagliata.
Realizzato sulle ceneri di un preesistente mercato di cui non resta in piedi altro che il nome sul portone





(questo il  mercato in una immagine  del 1864, dove è ancora ben riconoscibile la torre ottagonale per l'avvistamento di incendi)

fu inizialmente destinato a palazzo di giustizia, e nel 1926 si presentava così


Le ali laterali furono però presto  demolite per far posto al  penitenziario femminile  che vediamo nella foto sotto, che è del 1938. A questo proposito a qualcuno interesserà sapere che  qui fu detenuta per un certo numero di mesi quella famosa Angela Davis per la cui sorte negli anni settanta mezzo mondo era sceso in corteo.




Demolito il penitenziario negli anni settanta, la foto qui sotto è infatti del 1975 e l'aspetto dell'area è più o meno quello di adesso,


oggi la Jefferson Market pare  finalmente e serenamente approdata alla  destinazione finale di biblioteca.
Tutte queste interessanti informazioni mi sono state date da due volontari, molto simpatici  che, oltre a raccontarmi la rava e la fava e a lasciarmi fotografare le illustrazioni del loro librone,  mi hanno parlato con grande partecipazione dell'avventura del Jefferson Market Garden, il piccolo parco   sul retro della biblioteca, creato e mantenuto vitale grazie all'intervento dei volontari di tutto il quartiere, che negli anni bui intorno al settanta quando  le casse della città  completamente vuote stavano mettendo New York a rischio  bancarotta, si impegnarono in prima persona,  sia economicamente che con il proprio tempo libero e le proprie energie,  alla  salvezza di un monumento prezioso che altrimenti sarebbe stato demolito.  Credo  che commenti e confronti con le realtà di casa nostra siano del tutto superflui.





1 commento:

Rita & Mimmo ha detto...

Chiunque l'avrebbe preso per una chiesa, sembra un campanile ed invece è una torre eppure noi italiani dovremmo essere abituati, abbiamo tante torri civiche e campanili laici. Anche a me è successo, anche qui a Bari. La nostra cultura è troppo condizionata dalla chiesa?
Complimenti sempre scorci inconsueti ed inaspettati.

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