martedì 12 maggio 2015

Praga - di Grandi magazzini, di ranocchi e di antiche leggende


Intorno alla fine del 19° secolo Jan Novák, brillante uomo d’affari cecoslovacco, ha l’ispirazione di aprire a Praga un centro commerciale a somiglianza dei grandi magazzini che in quegli anni si sono aperti a Parigi. Incarica del progetto Osvald Polivka, uno degli architetti della Casa Civica
e per le decorazioni esterne si affida a Jan Preisler, pittore simbolista. Ne viene fuori un edificio ricco e fastoso, abbellito in facciata da un grande mosaico allegorico intitolato Commercio e Industria. Sarà per via dell’edificio veramente unico, sarà per il fatto che per la prima volta i Praghesi possono trovare in un solo centro non soltanto abiti, cappelli guanti e tutto ciò che ha a che vedere con l’abbigliamento prêt-à-porter, ma anche mobili, tendaggi e  tappeti, fatto sta che l’iniziativa ottiene da subito il successo che Jan Novák si augurava e tutta Praga sembra darsi appuntamento al  palazzo  U Nováků,  tra Vodičkova e V Jámě.











































Oltre ai mosaici davvero incantevoli, 





























Jan Presler sbriglia la sua fantasia perfino nei  sottodavanzali












mettendo due ranocchi con la corona in testa  arrampicati  su una sciarpa di lino rosso.



E' un  riferimento ad una leggenda slava che riferisco così come l'ho capita: una rana possedeva una corona magica e nessuno avrebbe mai potuto rubargliela, a meno che lei non l'avesse posata  sopra una sciarpa rossa prima di tuffarsi in acqua.  Pare ci sia una leggenda analoga, ma  con il re in forma di serpente e non più di ranocchio e  forse  per non fare ingiustizie Presler,  al piano di sotto,















ha trovato modo di mettere  pure i serpenti.














domenica 10 maggio 2015

Praga - Obecní dům, la Casa Civica


Scrive Claudio Canal nella sua guida di Praga interessantissima e forse per questo fuori catalogo oramai da un pezzo:

Se di tutte le architetture, pitture, sculture  del Liberty-Art Nouveau-Jugendstil-Secese
 del mondo fosse sopravvissuto solo l' Obecní dům, il palazzo municipale, 
avremmo ugualmente  l'idea del carattere festivo e glorioso di quest'arte.
Siamo in nam. Republiky a osservare il sole che fa' cantare i tetti, 
così bello che travalica nell'orrido. Inquietante summa
di estetica piccolo borghese che riesce  a diventare principesca. 

il più prestigioso edificio Liberty non solo di  Praga ma forse di tutto il mondo, nasce quando la città sta mettendo in atto una  modernizzazione totale ed entusiasmante: sono gli anni in cui si costruisce  la ferrovia per Berlino e per Vienna  e sorgono  nuove stazioni, edifici civili nascono in tutti i quartieri come funghi e  le vecchie mura della città vengono demolite. Occorre suggellare tutto questo grande fermento con una costruzione in grado di mostrare al mondo la grandezza della capitale boema. 
Tra il 1906 e il 1911 tutti ma proprio tutti i più importanti artisti cechi vengono chiamati a lavorare nella struttura progettata da Antonín Balšánek e Osvald Polìvka, e il risultato è un edificio decorato con grande ricchezza e stravaganza sia all'interno che all'esterno, con l'intento neanche tanto nascosto di esaltare in chiave allegorica la modernità e il livello culturale e tecnologico raggiunto dalla società boema.  Omaggio a Praga è il titolo del grande mosaico sull'ingresso principale, mentre ai due gruppi scultorei all'esterno  viene dato il nome di Umiliazione e Rinascita della Nazione.
Sulle modanature delle finestre del primo piano campeggiano dei   mascheroni allegorici che rappresentano  Scienza, Arte e Industria.




Un volto maschile  porta un bel paio di  occhialoni da aviatore e non sembra fuori luogo immaginare  un  riferimento al primo volo aereo in Boemia, compiuto proprio nel 1910.



Alfons Mucha, celebre per le locandine teatrali di Sarah Bernhardt disegna le decorazioni della Sala da concerto da millecinquecento posti intitolata a Smetana e della splendida Sala del Sindaco.
Olltre ad essere il meglio dell'espressione artistica, l'edificio è anche un concentrato  delle più avanzate soluzioni tecnologiche dell'industria boema del tempo e viene dotato dei  primi ascensori idraulici, ma anche  di umidificatori d’aria, ventilatori, telefoni e  riscaldamento centralizzato. E per  i pavimenti delle sale e degli uffici  non vengono adoperati nè legno nè marmo ma si sceglie  il materiale più  innovativo e all'altezza dei tempi,  il  linoleum!

 

  

Dopo un restauro accurato tutto l'allestimento interno, dalle ringhiere alle scale,  agli ascensori al guardaroba, tutto  è rimasto tale e quale a  quando venne realizzato in origine.
Sarebbe stato bellissimo partecipare ad una visita guidata che ci avrebbe permesso di entrare nelle  sale  ma, come a noi capita con preoccupante regolarità, l'orario delle visite era passato da un pezzo, nella sala Smetana il concerto era già cominciato, nei bar e nel ristorante le fotografie erano vietatissime. Morale della favola,  ci siamo dovuti accontentare di un rapido  blitz sotto lo sguardo arcigno di un paio di  vigilantes

 
 



venerdì 8 maggio 2015

Itinerari praghesi

Il quartiere di Nové Město, Città Nuova, è stato fondato l'8 aprile 1348. Sembra curioso che si possa risalire ad un giorno così preciso, ma questo è quello che dice wikipedia e noi ci fidiamo. Re Carlo IV, che sogna di trasformare la capitale della Boemia in una novella Roma, progetta personalmente il tracciato dell'area articolandolo intorno alle tre piazze in cui si svogono i mercati più importanti: il mercato dei cavalli, il mercato del bestiame ed il mercato del fieno. Con una concezione molto moderna per i tempi, Carlo vuole che il quartiere abbia grandi piazze e ampi viali alberati, e per essere sicuro che le sue direttive vengano rispettate, segue direttamente anche i lavori di costruzione. Gli edifici sono originariamente tutti in stile gotico, ma nel corso dei secoli molti si degradano a tal punto che nel alla fine secolo diciannovesimo si rende necessario un corposo intervento di pulizia, le catapecchie vengono rase al suolo e gli architetti si ritrovano, servito su un piatto d'argento, un sacco di spazio su cui esercitare tutta la loro fantasia. Dal momento che abbiamo parlato del Café Imperial,














partiremo da qui per la nostra prima passeggiata alla ricerca di edifici Art Nouveau.

La Stazione Masaryk, che oggi tutti chiamano semplicemente Stazione Centrale, è stata la prima stazione di Praga e risale al  1845, ma la bellissima cupola centrale,

























le tettoie 

e gli  eleganti saloni   bianchi sono opera di Josef Fanta e sono stati realizzati tra il 1901 e il 1909.
Dopo anni bui di abbandono e degrado un lifting recentissimo ad opera di una società italiana l'ha restituita finalmente allo splendore originario 

Attraverso strade dal nome  difficilissimo da ricordare (a Praga è assolutamente fondamentale procurarsi una cartina seria dotata di stradario, non fidatevi delle cartine che vi danno in omaggio e riportano soltanto indirizzi di negozi e ristoranti,  perchè a meno di non avere una memoria di ferro per i nomi e un senso dell'orientamento superiore al normale ci si perde nel giro di due isolati), si arriva al Café Arco,

che ora è in disarmo e in attesa di restauri, ma per il solo fatto di esser stato frequentato da Kafka e dai suoi amici, che per questo si definivano Arconauti, merita quanto meno  una sbirciata deferente 

La passeggiata prosegue lungo la via Hybernskà, una strada che da sola rappresenta un condensato di tutti gli stili architettonici di Praga, dal barocco all'Art Nouveau. E al  numero 10,  è difficile subire il fascino della  facciata  dell'Hotel Central, ennesimo capolavoro di questa incredibile città realizzato tra il 1899 e il 1902






Proseguiamo lungo la Hybrenskà fino alla Náměstí Republiky, piazza della Repubblica (finalmente un nome comprensibile), dove vedremo  la Casa Civica.  Che però merita un post tutto per sè.

sabato 2 maggio 2015

Praga Liberty



A cavallo della fine del secolo diciannovesimo si sviluppa un nuovo movimento che in Italia prende il nome di Liberty, in Francia è conosciuto come Art Nouveau, in Germania Jugendstil a Vienna Praga e Budapest è denominato Secessione (in tedesco Sezession e in ceco Secese). Il termine Sezession, che definisce un movimento di protesta dei giovani artisti contro l’Accademia conservatrice, è stato coniato a Vienna ma lo stile architettonico nasce in Belgio ad opera dell’architetto belga Victor Horta 
(Sua è la casa Solvay,di Bruxelles, qui fotografata)



mentre negli stessi anni a Parigi il pittore ceco Alfons Mucha si impone con una serie di bellissime locandine teatrali per Sarah Bernhardt 


tanto che il nuovo stile viene inizialmente conosciuto come le style Mucha, poi prende il sopravvento il termine Art Nouveau, che si deve alla piccola ma importante galleria parigina Maison de l'Art Nouveau, in cui il proprietario espone e vende opere Liberty di giovani e talentuosi artisti ancora sconosciuti. Gli artisti si appropriano in fretta di questo nuovo stile e lo coniugano in tutte le possibili manifestazioni e in tutti gli oggetti della vita quotidiana, mobili, oggetti, moda, gioielli,manifesti pubblicitari, perfino le stazioni della metropolitana parigina

Per una ventina d’anni sembra che non esista niente altro, e non sono soltanto i giovani artisti ad esserne influenzati, anche gli esponenti della generazione più vecchia abbandonano la tradizione e scoprono l’uso di  materiali nuovi e innovativi. Tutti sono innamorati  dei nuovi colori, delle linee sinuose, dei fiori e di  ogni possibile tipo di decorazione. A giudicare dalla quantità,e anche dalla qualità dell’architettura Liberty che vediamo ancora oggi un po’ dappertutto in Europa, i primi anni fino alla Prima Guerra mondiale devono esser stati un periodo entusiasmante, di grandissimo fermento e di enorme attività, e i quartieri di Praga (e non soltanto la zona centrale) traboccano letteralmente di edifici decorati riccamente con stucchi mosaici ferri battuti e ceramiche, per non parlare delle statue, cariatidi mascheroni e telamoni che si susseguono sulle facciate una dopo l’altra, una dopo l’altra, una dopo l’altra fino a restarne storditi. 
Riuscire a dare almeno uno sguardo a ciascuno degli edifici degni di nota sarebbe fantastico ma è praticamente impossibile, ed è anche difficile sceglierne qualcuno tra quelli fotografati, con la speranza di comunicare almeno in parte la magia che permea tutta quanta questa incredibile bellissima città. (ma ci proveremo)


lunedì 27 aprile 2015

Praga - Imperial Café tra Liberty e Art Déco

Cominciamo la visita di Praga con una tazza di  caffè in uno dei locali che  Franz Kafka frequentava abitualmente e in cui ha abitato anche Leoš Janáček, che contende a Bedřich Smetana la palma del più famoso compositore ceco.

Costruito alle soglie della prima guerra mondiale tra il  1913 e il  1914 in  stile Art Déco molto severo e rigoroso



l'Imperial Café ha all'interno  una ricca e opulenta  decorazione  in maiolica bianca in tardo stile Liberty.






 















Su quel lotto  di terreno sorgeva  un noto ristorante,  L'Aquila Nera,

ma nel 1912 il nuovo proprietario, un praghese progressista, costruttore e  già  proprietario  di un altro bell'hotel,  capisce  che é il caso di sfruttare al meglio  la posizione felice quasi  all'incrocio di ben tre stazioni,














demolisce fino alle fondamenta  il vecchio ristorante e dispone la realizzazione di un nuovo splendido hotel di sette piani.

Poco più di un anno dopo, nel dicembre del 1914 l’Imperial Hotel entra in funzione con un parco di ben centottanta tra camere ed appartamenti, oltre ad un  caffè,  un ristorante, svariati  saloni per le feste e una mensa nei locali sotterranei. Oltre ai citati  Kafka e Janáček, tra i clienti più famosi annovera anche il primo presidente della Cecoslovacchia Tomáš Garrigue Masaryk. 
E'  il più bel locale della città e per questo  durante la seconda guerra mondiale gli ufficiali tedeschi prendono a frequentarlo assiduamente e la  cosa  lo rende inviso ai praghesi che difatti da quel momento lo abbandonano.
Poi arriva il colpo di stato comunista, e il 7 marzo 1948 l’hotel viene statalizzato e prima dato in uso  ai sindacati, per diventare  in seguito la Casa di ricreazione del Movimento rivoluzionario sindacale.
All'edificio non viene fatta nessuna manutenzione, e  dopo la caduta del Muro l'albergo è   quasi completamente andato  in rovina. Sembra un degrado  irrimediabile ma fortunatamente  il suo  pregio architettonico viene riconosciuto ufficialmente e l'Imperial Hotel  è  dichiarato monumento nazionale. Partono meticolosi e accurati restauri,  le preziose  maioliche originali che rivestivano pilastri e pareti vengono recuperate riparate e ricollocate,   e finalmente nel 2007 l'hotel,  tornato ai fasti degli inizi, ritorna a nuova vita.  
I servizi al piano interrato sono  sfacciatamente rutilanti di ori marmi e   cristalli




e sembrano messi lì apposta per strappare  un selfie.

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