giovedì 10 aprile 2008

Il suvenìr

Che si vada all'altro capo della terra oppure a venti chilometri da casa, ogni viaggio è un'esperienza. Quando torniamo a casa siamo diversi, poco da dire. Diversi e più consapevoli.
Perchè il viaggio apre la mente, mette in contatto con altre realtà, sprona al confronto.
C'è da dire che un conto è il viaggio del viaggiatore e un conto è il viaggio del turista.
Il mio aimè è sempre stato per forza di cose del secondo tipo: guida alla mano, una gimkana tra monumenti e città nella speranza di comprimere in pochi giorni tutto quel che ci sarebbe da vedere, e alla ripartenza verso casa una gran voglia di tornare di nuovo, per capirne un po' di più.
Ma che ammettessero l'imbarazzante status di turista io ho conosciuto solo la mia famiglia e alcuni amici, tutti gli altri sono viaggiatori con la Vi maiuscola, gente a cui il curriculum di Bruce Chatwin fa appena sorridere.
Grandi Viaggiatori a cui basta un week end tutto compreso a EuroDisney per pontificare a destra e a manca sul carattere i vizi e le virtù dei francesi.
Una settimana di bagni in un villaggio turistico, e ti spiegano, molto meglio di chi ci è nato, la realtà e le contraddizioni di un paese di cui hanno toccato a malapena aeroporto e spiaggia.
Dovunque vadano sanno dove comprare l'ultimo modello di Timberland, le stesse che vende il negozio sotto casa loro, e per comprarle sono disposti a rinunciare a vedere anche il monumento più unico al mondo.
Non vedranno granchè del paese in cui sono andati, è vero, ma tornano a casa con la valigia zeppa di souvenir da sistemare in soggiorno sopra il centrino all'uncinetto della zia e da regalare ad amici e parenti, a testimonianza imperitura della vacanza esotica appena vissuta.
Le forme di questi preziosi reperti sono le più diverse e fantasiose, ma in qualsiasi posto si comprino, qualsiasi monumento raffigurino, hanno un denominatore comune: sono tutti made in China.

















8 commenti:

papavero di campo ha detto...

beh topini e babbucce, deliziosi!

i cinesi folti e minuziosi levano il lavoro pure agli svizzeri! non mi dire che pure i cucù!

Eroe33 ha detto...

Ormai tutto arriva dai nostri cari amici Cinesi!
è inutile!
Non si può far nulla, anke xkè il costo di un made in cine è molto ma molto ma molto + bassso rispetto ad un made in italia o altra nazione ke sia!

dede ha detto...

vero, il made in china costa di meno, però fa impressione pensare che gondola tour eiffel e venere di milo arrivano tutti dalla stessa fabbrica, dal momento che dovrebbero essere espressione dell'artigianato locale

cocozza ha detto...

Sono proprio d'accordo con te questi suvenir sono inutili e orridi
ciao cocozza

Anonimo ha detto...

Oh Dede, finalmente ho tempo per lasciarti un commento e un salutino, mentre di solito leggo e fuggo! Innanzitutto, sappi che presto tornerò a New York, chissà come mai mi è venuta una tale voglia... ;)
E poi, sappi anche che anche io appartengo alla specie in via di estinzione del turista-con-cartina, anche se mi piace concedermi del tempo senza affanno, per CERCARE di osservare i luoghi che visito, e i loro abitanti, con relax e curiosità. Però è vero, tutti grandi viaggiatori, gli altri! Dei miei amici, stati a NYC l'anno scorso, tre giorni in tutto, hanno giusto detto ieri sera: a new york NON CI SONO ALBERGHI BELLI, e poi COSA CI FATE 7-8 GIORNI, CHE IN DUE GIORNI LA VEDETE TUTTA? ma soprattutto, PERCHE' CI TORNATE ANCORA??? Gli stessi che non si capacitano dei ritorni in tutte le altre città che amiamo! Ma sì, valà, pazienza, certo che per stare dietro a voi non ci basterà una vita!!!
Grazie per i sogni che mi regali, sappi che a mio marito è piaciuta molto la Curlandia :)
francesca

la belle auberge ha detto...

e i rosari? e tutto il campionario di arte sacra? e le statuine del presepio? un catalogo horror di tutto rispetto. Tornando all'argomento turista, mi lascia sempre perplessa questa frase, grondante superbia, udita o letta troppo spesso: "quel tal ristorante è roba da turisti! ". Mi vien da pensare: ma tu che cosa sei, in fondo?

dede ha detto...

Francesca che bello! quando tornate a New York? io ho già il biglietto: parto il primo di giugno e ci resterò fino all'11.

Proprio vero Eugenia, all'ombra di santuari e luoghi di preghiera si trovano le cose più raccapriccianti.
Spinoso il discorso sui ristoranti da turista, credo che un po' tutti ci illudiamo di saperli riconoscere, e invariabilmente ci ritroviamo ostaggio di violinisti tzigani, danzatrici del ventre e opulente canterine. Il buffo è che in fondo tutto questo ci piace, anche se non lo ammetteremo mai

Anonimo ha detto...

Dede, ci vado in agosto, purtroppo, siamo anche forzati dei periodi di punta! Peggio di così... :)Magari ti romperò un poco, così mi darai qualche dritta, ok?
I souvenir più terrificanti, al di là di ogni immaginazione, frutto sicuramente di menti gravemente turbate, li ho visti da Padre Pio. Sono rimasta scioccata!!!
Invece, da quando ho portato ad un'amica, da Londra, secoli fa, la tazza con sopra lady D., lei ha iniziato una simpatica collezione di souvenir pacchiani-ma-non-troppo, tutti miei, ormai ne ha un sacco... è una nostra tradizione, cercare per lei la cosina giusta (ma per ridere, eh)
francesca

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